IL WING TSUN


Il Wing Tsun è un’arte marziale che ha tra i suoi obiettivi primari la difesa personale.

Troppo spesso ci sentiamo inadeguati e temiamo di non riuscire a gestire situazioni di conflittualità.
Quello che vogliamo è anzitutto evitare il conflitto e, qualora non fosse evitabile, risolverlo nel modo più adeguato.

Il Wing Tsun insegna che anche la persona apparentemente più debole può diventare la più forte; la tradizione vuole infatti che il Wing Tsun sia stato sviluppato e tramandato da una donna, la monaca Ng Mui, con lo scopo di ottenere un stile estremamente efficace per persone fisicamente meno forti.

Si tratta di una disciplina adatta a tutti: grandi e piccini.

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Il Wing Tsun è non-violento: quello che insegniamo anzitutto è che uno scontro evitato è uno scontro vinto.

Il Wing Tsun è divertente: trasmettiamo le nostre conoscenze in un clima di serenità, cooperazione, in un ambiente dedicato e professionale.

Il Wing Tsun è intelligente: evitare un conflitto significa riconoscerlo in tempo, ecco perché insieme all’esercizio fisico, ci concentriamo sullo studio, l’identificazione e la gestione di possibili situazioni pericolose.

Il Wing Tsun è scientifico: il nostro metodo sviluppa la flessibilità del nostro corpo e della nostra mente, al fine di ottenere risposte immediate a quelli che sono gli stimoli esterni.

Il Wing Tsun è variegato: la regolarità negli allenamenti ed il programma di apprendimento EWTO permettono di addentrarsi in una disciplina che va molto al di là del semplice combattimento e molto oltre quella che è la pura filosofia che sta comunque alla base di tutte le arti marziali asiatiche

L’ORIGINE DEL WINGTSUN
IL MANOSCRITTO ORIGINALE DI YIP MAN

Questo testo è stato trascritto dal Gran Maestro Yip Man in cinese e come dimostra questo testo Yip Man era nel vero senso della parola un saggio.

L’antenata del sistema, la defunta signorina Yim Wing Tsun (in cinese ), nacque nella provincia Kwang-tung in Cina. Da ragazza era intelligente e sveglia e conosciuta per le sue caratteristiche “maschili”. Già da bambina fu fidanzata con il signor Leung Bok Chau, un negoziante di sale della provincia Fukien. Poco tempo dopo morì sua madre.

Suo padre, Yim Yee, fu minacciato da una falsa accusa e per non rischiare il carcere fuggì insieme con la figlia.

Alla fine si stabilirono ai piedi della montagna Tai-Leung alle confini delle province di Yunnan e Szechwan e si guadagnarono di che vivere con una bancarella vendendo Tofu.

Successe durante il governo K’anghsi della dinastia Ching, che i seguaci dello Shaolin Kung Fu diventarono talmente famosi per la loro arte del combattimento che il governo Ching se ne preoccupò a tal punto da decidere a far uccidere i monaci e di distruggere il monastero che si trovava sul monte Sung nella provincia Honan situata nella Cina centrale. 

Furono quindi inviati numerosi soldati con l’ordine di distruggere il monastero e di estinguere la comunità religiosa. Ma i monaci del monastero opposero una resistenza così forte che il monastero ne rimase indenne perfino dopo una lunga e dura lotta.

Chan Man Wai, il migliore dell’anno tra i candidati all’esame dei funzionari, voleva fare carriera nel governo e così espose il suo piano al governo. Per poterlo attuare fece una congiura con alcuni monaci del monastero Shaolin e il più importante di questi si chiamava Ma Ning Yee: Quest’ultimo si lasciò convincere a tradire i suoi compagni e incendiò il monastero a loro insaputa. In questo modo riuscirono finalmente a ridurlo in cenere e dopo questo avvenimento i monaci ed i loro allievi si dispersero in tutta la Cina. Tra i sopravvissuti si devono menzionare specialmente la maestra buddista Ng Mui, il maestro Chi Shin, il maestro Pak Mei, il maestro Fung To Tak ed il maestro Miu Hin. Questi riuscirono a fuggire e a stare nascosti.

La monaca buddista Ng Mui trovò rifugio nel Tempio della Gru Bianca al declino della montagna Tai-Leung che si chiamava anche montagna Chai-Har. Lì fece la conoscenza di Yim Yee e sua figlia Wing Tsun ( in ideogrammi cinesi) dai quali abitualmente comprò il Tofu ritornando nella sua abitazione. All’età di 15 anni Wing Tsun portò come segno della disponibilità al matrimonio i suoi capelli legati (così era la tradizione all’epoca). Ma la sua bellezza suscitò anche l’attenzione di un famigerato rissaiolo del paese che volle costringerla a sposarlo minacciandola con violenza. Le ripetute minacce di lui dettero a Wing Tsun e suo padre una continua preoccupazione.

Quando la maestra buddista Ng Mui venne a sapere di questo problema, ebbe compassione con Wing Tsun e la prese come allieva. Ng Mui le promise di insegnarle l’arte di combattere in modo che lei fosse in grado di liberarsi da sola di questo farabutto per poter sposare il suo fidanzato. Da quel giorno in poi Wing Tsun seguì Ng Mui e si esercitò tutti i giorni nel Kung Fu. Quando fu in grado di padroneggiare le tecniche insegnate da Ng Mui, Yim Wing Tsun sfidò quel rissaiolo che la molestava sempre e lo sconfisse. Ng Mui lasciò Wing Tsun dopo quest’avvenimento e continuò i suoi viaggi attraverso il paese. Prima però invitò Wing Tsun a promettere di conservare quest’arte marziale di aiutare agli altri patrioti a rovesciare la dinastia Ching per rimettere al potere il governo Ming.

Da questo racconto si può concludere che il sistema discenda da Ng Mui.

Dopo il suo matrimonio, Yim Wing Tsun insegnò quest’arte al suo marito Leung Bok Chau, il quale lo insegnò a Leung Lan Kwai. Quest’ultimo istruì in quest’arte Wang Wah Bo, un membro appartenente ad un gruppo d’opere, a bordo di una barca che i cinesi chiamarono Giunca Rossa. Tra i suoi compagni si trovò anche un certo Leung Yee Tei che aveva imparato da un cuoco della Giunca Rossa la tecnica sei-punti-e-mezzo-del-bastone-lungo. Alla fine si rivelò che questo cuoco era nientemeno che il maestro Chi Shin del monastero incendiato della montagna Sung nella provincia Honan. Ma vi abbiamo già raccontato prima questa storia.

Questa stretta collaborazione tra Wang Wah Bo e Leung Yee Tei portò ad uno scambio d’informazioni da uno stile di Kung Fu all’altro e si terminò con il fatto che la tecnica di sei-punti-e-mezzo-del-bastone-lungo divenne alla fine un elemento del sistema . Leung Yee Tei insegnò poi a Leung Jan, un famoso medico della città di Fatshan nella provincia Kwangtung. Leung Jan imparò tutti i segreti dell’arte marziale e raggiunse il massimo della perfezione; sfidanti che vennero da ogni parte furono sconfitti. Qualche tempo dopo Leung Jan trasmise le sue tecniche al mio onorato insegnante (Si-Fu) Chan Wah Shun dal quale Ng Siu Lo, Ng Chung So.

Chan Yu Min, Lui Yu Chai (i miei Kung Fu-fratelli maggiori) ed io stesso imparammo quest’arte nell’arco delle dozzine di anni che rimanemmo con lui.

Quindi si può dire che il sistema ci venne tramandato in una linea diretta di successori partendo dalla sua nascita fino al giorno d’oggi. Sto scrivendo questa storia del in rispettosa commemorazione verso i miei antenati.

L’uomo si deve sempre ricordare della fonte d’acqua dalla quale sta bevendo.

Ed io sono eternamente grato a lei (Yim Wing Tsun) per il tramandato delle conoscenze che possiedo oggi.

Per questo motivo vorrei ora cogliere l’occasione e comunicare che ho l’intenzione di dare vita ad un’associazione di compagni * ed a scopo di ciò chiedo agli altri insegnanti (anziani) il sostegno ed ai praticanti ed allievi del sistema chiedo la partecipazione per realizzare quest’idea.

Non è questa la strada giusta per divulgare il Kung Fu e per fare qualcosa per l’immagine della nostra nazione?

Qui finisce il manoscritto originale di Yip Man sulla storia del così come la hanno tramandata i suoi predecessori.